Soluzioni per settore
IT che non ferma la produzione.manifatturiero
Reti industriali, continuità e sicurezza per aziende manifatturiere dove ogni fermo è un costo.
Scopri la soluzioneIn produzione un problema informatico non rallenta il lavoro d'ufficio: ferma la linea. E il reparto ha regole diverse dagli uffici — macchine con sistemi operativi vecchi che non si possono aggiornare, ambienti ostili, fornitori che intervengono da remoto sui propri macchinari.
Due mondi che devono restare separati
In un'azienda manifatturiera convivono due infrastrutture con esigenze opposte. Gli uffici vogliono sistemi aggiornati, aggiornamenti frequenti e postazioni sostituite ogni quattro o cinque anni. Il reparto vuole che nulla cambi: i controlli numerici, i PLC e i PC di bordo macchina girano spesso su sistemi operativi non più supportati, non si possono aggiornare senza perdere la certificazione del costruttore e devono continuare a funzionare per i quindici o vent'anni di vita dell'impianto. Trattarli allo stesso modo è impossibile. La soluzione non è aggiornare il reparto: è isolarlo.
Segmentare la rete di produzione
È l'intervento con il rapporto costo-beneficio più alto in assoluto in questo settore. In una rete piatta il PC dell'amministrazione, il gestionale, le telecamere e i controlli numerici si parlano liberamente: un allegato aperto in ufficio può raggiungere in pochi minuti le macchine di reparto, e a quel punto il danno non è più informatico ma produttivo. Separare la rete industriale, consentire solo il traffico necessario verso il gestionale e controllare gli accessi dall'esterno è configurazione, non hardware nuovo: si fa in poche ore e trasforma un blocco aziendale in un incidente circoscritto agli uffici.
Le macchine con Windows non aggiornabile non sono il problema, se stanno in una rete separata. Diventano il problema quando stanno nella stessa rete della posta elettronica.
Gli accessi remoti dei costruttori
Ogni fornitore di macchinari chiede un accesso da remoto per la teleassistenza, ed è ragionevole. Il problema è come viene concesso: quasi sempre in modo permanente, con credenziali condivise nell'ufficio tecnico del costruttore, spesso tramite un router installato dal fornitore stesso e collegato direttamente alla rete aziendale, fuori dal controllo di chiunque. Sono decine di porte d'ingresso di cui l'azienda non ha visibilità. La gestione corretta prevede accessi nominali, attivazione su richiesta e per il tempo necessario, limitazione al solo macchinario di competenza e tracciamento delle sessioni.
Un tecnico (non un commerciale) analizza la tua situazione e ti dice cosa sistemare. Che tu scelga noi o no.
Cosa progettiamo per l'ambiente industriale
Il capannone non è un ufficio grande: richiede scelte diverse.
- Rete di produzione segmentata e separata da uffici e ospiti
- Wi-Fi progettato con misura sul posto, a magazzino pieno e mezzi in movimento
- Cablaggio adeguato all'ambiente, con percorsi lontani dalle linee di potenza
- Accessi dei costruttori nominali, temporanei e tracciati
- Continuità sull'alimentazione dei sistemi che governano la produzione
- Backup e ripristino rapido di server gestionali e configurazioni delle macchine
Il costo del fermo è calcolabile
È il vantaggio del settore rispetto ad altri: qui il costo di un'ora di blocco si conosce con precisione, tra ore uomo ferme, ordini in ritardo, penali contrattuali e ripartenza degli impianti. Questo permette di prendere decisioni su base razionale invece che per sensazione. Quando confrontiamo il costo orario di un fermo con quello di una seconda linea internet, di un gruppo di continuità dimensionato o di una configurazione ridondata sul gestionale, la risposta è quasi sempre evidente — e in un paio di casi la risposta corretta è stata «non serve», il che è altrettanto utile da sapere.
NIS2 arriva attraverso i clienti
Molte aziende manifatturiere non sono direttamente nel perimetro del D.Lgs. 138/2024, anche se alcune fabbricazioni rientrano tra i soggetti importanti. Il punto è che la direttiva obbliga i soggetti in perimetro a mettere in sicurezza la propria catena di fornitura: se lavori per un'azienda energetica, sanitaria, dei trasporti o per un gruppo più grande già coinvolto, i requisiti di sicurezza ti arrivano per contratto, sotto forma di questionari e clausole. È la ragione per cui negli ultimi mesi molte aziende del vicentino e del veronese ci contattano: non per convinzione, ma perché un cliente ha chiesto.
FAQ
Domande frequenti
Le nostre macchine hanno Windows non aggiornabile: cosa possiamo fare?
Isolarle. Non si aggiornano senza perdere la certificazione del costruttore, quindi la strada è metterle in una rete separata che comunichi solo con ciò che serve, con controlli in ingresso e in uscita. È una configurazione, non un acquisto di hardware nuovo.
Segmentare la rete richiede di fermare la produzione?
Di norma no. Il lavoro si pianifica per fasi e la parte che richiede riavvii di apparati si svolge in finestre concordate, tipicamente a fine turno o nel fine settimana.
Come gestiamo gli accessi remoti dei costruttori?
Con accessi nominali, attivati su richiesta e per il tempo necessario invece che permanenti, limitati al solo macchinario di competenza e con le sessioni tracciate. I router installati dai fornitori e collegati direttamente alla rete vanno censiti e ricondotti sotto controllo.
Il Wi-Fi in capannone non funziona bene: si può risolvere?
Sì, ma serve una misura sul posto e non un access point in più. Scaffalature metalliche, merce e muletti in movimento cambiano completamente la propagazione: la verifica va fatta a magazzino pieno, non a capannone vuoto.
Siamo soggetti alla NIS2?
Alcune fabbricazioni rientrano tra i soggetti importanti degli allegati del D.Lgs. 138/2024, con soglie dimensionali. Anche chi resta fuori riceve però requisiti di sicurezza per contratto dai clienti che sono in perimetro, per via degli obblighi sulla catena di fornitura. Con un assessment breve chiariamo la posizione.
Vi occupate anche del gestionale di produzione?
Non lo sviluppiamo, ma gestiamo l'infrastruttura su cui gira — server, database, prestazioni, backup, integrazioni con le macchine — e ci interfacciamo con il fornitore del software quando serve.
Cosa succede se il server del gestionale si ferma in piena produzione?
L'intervento è prioritario, da remoto immediato e on-site entro 4 ore a Verona e provincia. La vera differenza però la fa il piano preparato prima: backup verificati, ambiente su cui ripartire e priorità di ripristino concordate, così si ragiona in ore e non in giorni.