Sicurezza

La tua azienda, al sicuro.

Cybersecurity proattiva: endpoint, firewall, email e formazione. Preveniamo l'attacco prima che diventi un'emergenza.

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Il tuo antivirus non basta più: oggi la maggior parte degli attacchi parte da un'email e da un errore umano, non da una falla esotica. Costruiamo una difesa a più livelli che previene, rileva e blocca le minacce prima che facciano danni — e che regge anche quando qualcuno, inevitabilmente, clicca.

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Come viene attaccata davvero una PMI

Dimentica l'hacker incappucciato. L'attacco tipico a un'azienda italiana da trenta o cento postazioni è industriale e banale: una email che imita un fornitore vero, una finta pagina di login Microsoft, credenziali rubate. Da lì l'attaccante entra, resta in silenzio per giorni o settimane a leggere la posta e a mappare la rete, cerca e distrugge i backup, e solo alla fine cifra i sistemi o dirotta un pagamento. Le PMI sono il bersaglio preferito non perché abbiano dati più preziosi, ma perché sono meno protette e più propense a pagare pur di ripartire.

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Perché l'antivirus da solo non regge

L'antivirus classico riconosce ciò che ha già visto: confronta i file con un elenco di minacce note. Gli attacchi moderni sono costruiti apposta per non somigliare a niente di noto — girano in memoria senza scrivere file, usano strumenti legittimi di Windows, cambiano forma a ogni campagna. E soprattutto: se l'attaccante entra con le credenziali giuste di un utente vero, per l'antivirus non sta succedendo niente di strano. Serve qualcosa che guardi i comportamenti, non le firme.

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I cinque livelli che mettiamo in campo

Nessuno di questi livelli è sufficiente da solo. Insieme fanno sì che un singolo errore non diventi un incidente.

  • Email security: filtraggio, sandboxing degli allegati e autenticazione del mittente
  • EDR sugli endpoint: analisi comportamentale, isolamento automatico della macchina compromessa
  • Firewall gestito e segmentazione: se una parte cade, il resto della rete non segue
  • Identità: autenticazione a più fattori su tutti gli account, accessi nominali, privilegi minimi
  • Backup immutabile e testato: l'ultima rete di protezione quando tutto il resto ha fallito
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Le persone sono un livello, non il problema

«L'anello debole è l'utente» è una frase comoda che scarica la responsabilità sulla persona sbagliata. Se un click può fermare l'azienda, il problema è l'architettura, non chi ha cliccato. Detto questo, la formazione funziona: mezz'ora ben fatta, con esempi presi dalla posta reale dell'azienda e qualche simulazione di phishing, riduce sensibilmente i click sui messaggi fraudolenti. La facciamo in modo pratico e breve, senza slide da corso obbligatorio.

Test veloce: se domani il direttore amministrativo ricevesse una mail dal tuo indirizzo che chiede un bonifico urgente, cosa lo fermerebbe? Se la risposta è «il buon senso», manca un livello.

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Sicurezza gestita, non prodotti venduti

Comprare le licenze è la parte facile. La differenza la fanno la configurazione iniziale, il monitoraggio quotidiano e la risposta quando scatta un alert alle sette di sera. Noi gestiamo il ciclo completo: installiamo, teniamo aggiornate le regole, guardiamo gli allarmi, isoliamo la macchina compromessa e ti diciamo cosa è successo. Siamo partner Sophos e Microsoft Cloud Solution Provider, e lavoriamo con Libraesva sulla posta e Trend Micro sugli endpoint: gli strumenti li scegliamo in base a com'è fatta la tua infrastruttura, non al contrario.

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Sicurezza e conformità vanno insieme

Le misure che ti proteggono davvero sono quasi sempre le stesse che le norme richiedono. L'articolo 21 del D.Lgs. 138/2024, che recepisce la NIS2, chiede analisi dei rischi, gestione degli incidenti, continuità operativa, sicurezza della catena di fornitura, crittografia, controllo degli accessi e autenticazione a più fattori. Il GDPR chiede misure tecniche adeguate e la capacità di dimostrarle. Impostando bene la sicurezza ti trovi già a metà strada sulla conformità — e con le evidenze documentali pronte.

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Da dove si comincia

Da un assessment che dice come stai messo, non da un preventivo. Guardiamo esposizione esterna, stato degli endpoint, configurazione della posta, gestione delle identità, backup e capacità di ripristino, e ti consegniamo un elenco di interventi in ordine di rischio, con l'indicazione di cosa costa poco e chiude molto. Spesso i primi tre punti si risolvono in una settimana e valgono più del resto messo insieme.

FAQ

Domande frequenti

Il mio antivirus non basta?

No, se è un antivirus tradizionale basato su firme. Non ferma un attacco che entra con credenziali valide, né le tecniche che girano in memoria senza scrivere file. Serve una difesa a più livelli: EDR sugli endpoint, protezione della posta, autenticazione a più fattori e backup immutabile.

Cos'è l'EDR e in cosa è diverso dall'antivirus?

L'Endpoint Detection and Response monitora i comportamenti dei dispositivi invece di confrontare i file con un elenco di minacce note. Rileva anomalie mai viste prima, isola automaticamente la macchina compromessa e lascia una traccia di cosa è successo, utile per capire l'origine dell'incidente.

Siamo una piccola azienda, chi vuoi che ci attacchi?

Gli attacchi non sono mirati: sono automatizzati e cercano bersagli facili. Le PMI vengono colpite proprio perché hanno meno difese, meno personale dedicato e più urgenza di ripartire, quindi maggiore probabilità di pagare un riscatto.

Quanto costa mettere in sicurezza un'azienda?

Dipende dal numero di postazioni e dal punto di partenza, ma l'ordine di grandezza è quasi sempre inferiore a quello di un singolo giorno di fermo. Nei contratti a canone la sicurezza gestita è inclusa: dopo l'assessment ti diamo una cifra chiara.

Fate formazione al personale?

Sì, in forma breve e pratica: esempi reali presi dalla posta dell'azienda, riconoscimento delle frodi sui pagamenti e simulazioni di phishing. È anche una delle aree richieste dalla NIS2, dove serve tenerne evidenza documentale.

Cosa succede se veniamo attaccati mentre siamo vostri clienti?

Si attiva la procedura di risposta: isolamento delle macchine coinvolte, blocco delle credenziali compromesse, valutazione del perimetro, ripristino dai backup immutabili e ricostruzione di cosa è accaduto. Se sei soggetto NIS2, gestiamo anche i tempi di notifica: preallarme entro 24 ore, notifica completa entro 72.

Che strumenti usate?

Siamo partner Sophos e Microsoft Cloud Solution Provider, e lavoriamo con Libraesva per la posta e Trend Micro sugli endpoint. La scelta dipende dall'infrastruttura esistente e dalle dimensioni: non abbiamo un prodotto unico da piazzare a tutti.

La sicurezza basta per essere conformi alla NIS2?

Copre buona parte delle misure tecniche dell'art. 21, ma la conformità richiede anche governance: analisi dei rischi formalizzata, procedura di notifica, formazione degli organi di amministrazione ex art. 23 ed evidenze documentali. Le seguiamo entrambe.

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