Assistenza & Gestione

Monitoraggio proattivo 24/7.

Teniamo sotto controllo i tuoi sistemi giorno e notte e interveniamo prima che un problema diventi un fermo.

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MONITORAGGIO · 24/7LIVE
Sistemi monitorati100%
Alert gestiti (auto)312
Incidenti evitati27

Quasi tutti i fermi IT danno segnali prima di succedere: un disco che degrada, un backup che salta due notti di fila, una temperatura che sale. Con il monitoraggio 24/7 quei segnali li vediamo noi, e nella maggior parte dei casi il problema si chiude prima che qualcuno in azienda se ne accorga.

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I guasti annunciati

L'immagine del server che si rompe all'improvviso è quasi sempre falsa. I dischi degradano per giorni prima di cedere e lo dichiarano nei propri parametri di autodiagnostica. Lo spazio non finisce di colpo: si riempie per settimane. Un alimentatore ridondante che si guasta non ferma niente, ma se nessuno se ne accorge il secondo guasto spegne la macchina. I certificati scadono a una data nota da un anno. Il vero problema non è l'imprevedibilità dei guasti: è che nessuno sta guardando.

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Cosa teniamo sotto controllo

Agenti installati sui sistemi e controlli dall'esterno, con soglie tarate sulla tua infrastruttura e non su valori di default.

  • Server: CPU, memoria, spazio disco, stato dei dischi e dei RAID, temperature
  • Servizi critici: gestionale, database, condivisioni di rete, posta
  • Backup: esito dei job notturni, dimensione anomala, retention
  • Sicurezza: stato dell'EDR, patch mancanti, tentativi di accesso falliti
  • Rete: connettività, apparati, saturazione della banda, VPN attive
  • Scadenze: certificati, licenze, contratti di supporto hardware
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Un alert senza qualcuno che lo legge non serve

Molti fornitori installano uno strumento di monitoraggio e configurano l'invio delle notifiche all'indirizzo del cliente. Dopo tre settimane quelle email finiscono in una cartella che nessuno apre, perché il novanta per cento è rumore. Il servizio ha valore solo se dall'altra parte c'è chi filtra: distinguere l'anomalia vera dal falso allarme richiede di conoscere l'infrastruttura, e richiede che qualcuno sia pagato per farlo. Nei nostri contratti gli alert arrivano a noi, non a te.

Chiedi al tuo fornitore attuale quanti alert ha ricevuto sulla tua infrastruttura il mese scorso e quanti ne ha chiusi. Se non sa rispondere, il monitoraggio non esiste.

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Un tecnico (non un commerciale) analizza la tua situazione e ti dice cosa sistemare. Che tu scelga noi o no.

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Cosa succede quando scatta un allarme

L'alert arriva alla nostra console, non alla tua casella. Un tecnico lo valuta e classifica: falso positivo, anomalia da tenere d'occhio, intervento necessario. Molte cose si risolvono da remoto in pochi minuti e senza disturbare nessuno — liberare spazio, riavviare un servizio bloccato, rilanciare un backup fallito. Se serve un intervento invasivo o una sostituzione hardware, ti chiamiamo con già in mano il problema, la causa e la proposta, e concordiamo quando farlo. Fuori orario gestiamo comunque le anomalie che possono degenerare durante la notte.

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Il report che ti diamo

Ogni mese ricevi un documento breve e leggibile: quali anomalie sono state rilevate e come sono state chiuse, quali sistemi mostrano segni di invecchiamento, quali interventi conviene pianificare nei prossimi mesi e con che urgenza. Serve a due cose molto concrete: farti vedere cosa stai comprando, e permetterti di mettere a budget le sostituzioni hardware invece di subirle. È anche una delle evidenze documentali utili in ottica NIS2 e GDPR.

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Quanto vale in pratica

Il monitoraggio non si giustifica con l'elenco delle metriche raccolte, ma con i fermi che non sono mai accaduti — e sono difficili da fatturare proprio perché invisibili. Il ragionamento onesto è questo: un solo giorno di blocco dei sistemi, tra persone ferme, ordini in ritardo e straordinari per recuperare, costa di norma più del monitoraggio di un anno intero. Nei contratti a canone è compreso, non è una voce a parte.

FAQ

Domande frequenti

Cosa vuol dire monitoraggio proattivo?

Significa sorvegliare in continuo i parametri dei sistemi e intervenire sulle anomalie prima che diventino guasti o fermi. È l'opposto del modello reattivo, in cui si chiama il tecnico quando qualcosa è già rotto.

Il monitoraggio è attivo anche di notte e nei weekend?

Sì, la raccolta dei dati e gli allarmi sono continui, 24 ore su 24. Il presidio helpdesk è in orario di ufficio, ma le anomalie che rischiano di degenerare durante la notte le gestiamo comunque; per chi lavora su turni concordiamo in contratto una copertura estesa.

Serve installare qualcosa sui nostri sistemi?

Sì, un agente leggero su server e postazioni, più controlli effettuati dall'esterno per connettività e servizi pubblicati. L'impatto sulle prestazioni è trascurabile e l'installazione avviene da remoto, senza fermare il lavoro.

Ricevo io gli allarmi?

No, ed è voluto. Gli alert arrivano alla nostra console e li filtriamo noi: ti contattiamo quando serve una decisione o un intervento concordato. Girare le notifiche al cliente significa scaricargli addosso il rumore e chiamarlo servizio.

Quanto costa il monitoraggio?

Nei contratti di assistenza a canone è incluso, non è una voce aggiuntiva. Può essere attivato anche separatamente per aziende con un IT interno che vogliono coprire la parte di sorveglianza continua.

Monitorate anche i sistemi in cloud?

Sì: macchine virtuali su cloud pubblico, tenant Microsoft 365, servizi pubblicati su internet e connettività verso di essi. Il perimetro non si ferma alla sala server.

Può sostituire un sistemista interno?

Copre la parte di sorveglianza continua, che una persona sola non può garantire otto ore al giorno mentre fa altro. In molte aziende con IT interno lavoriamo in affiancamento: noi il monitoraggio e le aree specialistiche, il referente interno il supporto quotidiano agli utenti.

Ne parliamo senza impegno?

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