Reti & Comunicazione
Cablaggio strutturato fatto bene.
Progettazione e realizzazione di cablaggio strutturato certificato, la base fisica di una rete affidabile.
Richiedi una consulenzaRete, telefonia, videosorveglianza e controllo accessi passano tutti dagli stessi cavi. Un cablaggio fatto in economia produce guasti intermittenti che nessuno riesce a diagnosticare; fatto bene e certificato dura quindici anni e non ci pensi più.
I guasti che nessuno riesce a spiegare
Il cablaggio difettoso non si presenta come un cavo staccato: si presenta come «ogni tanto quel PC perde la rete», «la stampante sparisce il pomeriggio», «il gestionale si blocca solo da quella postazione». Sono sintomi che vengono attribuiti al computer, al software, al server — e nel frattempo qualcuno perde ore a reinstallare cose. La causa è spesso banale: un cavo schiacciato durante un trasloco, una presa crimpata male anni fa, una tratta troppo lunga, un cavo di rete che corre parallelo a una linea elettrica per venti metri. Senza certificazione strumentale questi difetti restano invisibili.
Cosa significa cablaggio certificato
Non è un'etichetta commerciale: è una misura fatta con uno strumento su ogni singola tratta, che verifica lunghezza, attenuazione, diafonia e altri parametri secondo gli standard di categoria. Il risultato è un report per presa, con esito passa o non passa. Serve a due cose molto pratiche: sapere che l'impianto regge davvero le prestazioni dichiarate — non tutti i cavi Cat.6 in commercio le raggiungono — e avere una base oggettiva per il futuro, perché quando fra tre anni una presa darà problemi si potrà confrontare la misura di oggi con quella di allora.
Se ti hanno consegnato un impianto senza il report di certificazione presa per presa, non sai cosa hai comprato.
Cosa comprende il lavoro
Un impianto è fatto di scelte, non solo di posa.
- Progetto delle postazioni e dei percorsi, concordato sugli spazi reali
- Scelta della categoria adeguata all'uso e alla durata prevista dell'impianto
- Posa a norma, con separazione dai percorsi elettrici e rispetto dei raggi di curvatura
- Armadio rack organizzato, con pannelli di permutazione e passacavi
- Certificazione strumentale di ogni tratta, con report consegnato
- Etichettatura di prese, cavi e patch panel, più la mappa aggiornata
Un tecnico (non un commerciale) analizza la tua situazione e ti dice cosa sistemare. Che tu scelga noi o no.
Prevedere le prese in più
È il risparmio che costa di più. La spesa di un impianto sta nella manodopera e nella posa, non nel cavo: aggiungere prese mentre le canaline sono aperte incide poco, aggiungerle due anni dopo significa rifare un lavoro, con muri e controsoffitti da riaprire. La regola che applichiamo è semplice: doppia presa per ogni postazione anche se oggi ne serve una, prese di riserva nelle sale riunioni e nei punti di passaggio, predisposizione per gli access point a soffitto e per telecamere e controllo accessi, anche se l'installazione è prevista in un secondo momento.
Alimentazione dai cavi di rete
L'alimentazione tramite cavo di rete — PoE — cambia parecchio in fase di progetto: access point, telefoni IP, telecamere e citofoni non richiedono una presa elettrica vicina, e questo semplifica gli impianti e riduce i costi dell'elettricista. Va però dimensionato prima, perché incide sulla scelta degli switch e sul carico dell'armadio: aggiungere quindici telecamere PoE a un impianto non predisposto significa cambiare switch e rivedere l'alimentazione del rack.
Traslochi e nuove sedi
Il momento migliore per fare le cose bene è quando i muri sono ancora aperti, e il momento in cui vengono fatte peggio è quando il cablaggio entra come ultima voce di un cantiere già in ritardo. Se stai progettando una nuova sede o un ampliamento, coinvolgici insieme all'impiantista elettrico e non dopo: percorsi, posizione del rack, alimentazione e condizionamento del locale tecnico si decidono in quella fase, e correggerli dopo costa dieci volte tanto.
FAQ
Domande frequenti
Che categoria di cavo serve?
Per la maggior parte delle aziende Cat.6 o Cat.6A è la scelta equilibrata, con Cat.6A dove si prevedono collegamenti a 10 Gbps o dorsali. La categoria si sceglie in base a durata prevista dell'impianto, distanze e utilizzo, non prendendo sempre la più recente.
Cosa vuol dire cablaggio certificato?
Che ogni tratta è stata misurata con uno strumento, verificando i parametri previsti dallo standard, e che ti viene consegnato un report presa per presa con esito. Senza quel documento non hai alcuna garanzia oggettiva delle prestazioni dell'impianto.
Si può cablare senza rompere i muri?
Spesso sì, sfruttando canaline, controsoffitti, pavimenti flottanti e percorsi esistenti. Valutiamo gli spazi durante il sopralluogo e proponiamo la soluzione meno invasiva compatibile con un impianto fatto a regola d'arte.
Quante prese conviene prevedere?
Almeno il doppio di quelle che servono oggi. Il costo dell'impianto sta nella posa: aggiungere prese mentre si lavora incide poco, farlo due anni dopo significa riaprire percorsi e rifare il cantiere.
Quanto dura un impianto di cablaggio?
Un impianto realizzato a norma e certificato lavora tipicamente dieci-quindici anni senza interventi. È l'elemento più duraturo dell'infrastruttura IT, e proprio per questo è quello su cui risparmiare conviene di meno.
Vi occupate anche di fibra tra edifici?
Sì, per collegamenti tra edifici, capannoni e dorsali con distanze superiori ai limiti del rame o in presenza di forti disturbi elettromagnetici. Il collegamento viene certificato come il resto dell'impianto.
Potete sistemare un cablaggio esistente?
Sì. Si parte da una certificazione delle tratte esistenti per capire quali sono realmente a norma, poi si interviene su quelle difettose e si riordina l'armadio con etichettatura e documentazione. Spesso non serve rifare tutto.