Sicurezza

Email al sicuro dal phishing.

Protezione avanzata della posta aziendale: anti-phishing, anti-malware e autenticazione contro le frodi.

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La posta elettronica è il punto d'ingresso della maggior parte degli attacchi alle aziende: non serve bucare un firewall se basta convincere una persona. Filtriamo la posta prima che arrivi agli utenti, autentichiamo il tuo dominio e blocchiamo le frodi sui pagamenti, che sono quelle che costano di più.

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La truffa che vediamo più spesso

Non è il virus allegato: è la fattura. Funziona così. Un dipendente inserisce le proprie credenziali in una finta pagina di login Microsoft, praticamente identica all'originale. L'attaccante entra nella casella e non fa nulla di visibile: legge. Per settimane studia con chi vi scrivete, come sono fatte le vostre fatture, chi autorizza i pagamenti e quali sono i toni abituali. Poi intercetta una fattura vera in uscita, cambia l'IBAN e la rispedisce al cliente dalla casella legittima, spesso creando una regola che nasconde le risposte. Il cliente paga il conto giusto sul conto sbagliato, e ve ne accorgete al sollecito.

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Perché i filtri standard non bastano

L'antispam incluso nella casella è tarato sul volume: blocca bene le campagne massive e le pubblicità. Le frodi mirate sono un'altra cosa — poche email, scritte in italiano corretto, senza allegati malevoli, provenienti da un account vero e già compromesso. Non c'è niente di tecnicamente sospetto da rilevare: sono normalissime email che dicono una bugia. Serve un livello che analizzi il contesto e il comportamento, non solo il contenuto.

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I livelli che aggiungiamo

Ogni livello copre un pezzo che gli altri non vedono.

  • Filtro avanzato in ingresso, prima che il messaggio raggiunga la casella
  • Sandboxing degli allegati: il file viene aperto in ambiente isolato e osservato
  • Riscrittura e verifica dei link al momento del click, non solo alla consegna
  • Autenticazione del dominio con SPF, DKIM e DMARC, per impedire che qualcuno scriva a nome tuo
  • Rilevamento delle frodi BEC: mittenti somiglianti, richieste anomale di pagamento, cambi di IBAN
  • Autenticazione a più fattori su tutte le caselle, che da sola blocca la stragrande maggioranza dei furti di credenziali
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SPF, DKIM e DMARC: il pezzo che manca quasi sempre

Sono tre record DNS che dicono al mondo chi è autorizzato a inviare email a nome del tuo dominio. Senza, chiunque può scrivere ai tuoi clienti spacciandosi per te, e il messaggio arriva regolarmente in casella. Con DMARC configurato in modalità di blocco, quelle email vengono rifiutate dai server di destinazione. Nella maggior parte delle aziende che analizziamo troviamo SPF impostato male, DKIM assente e DMARC in sola osservazione — cioè attivo ma senza bloccare nulla. È una configurazione che si sistema in poche ore e protegge anche la reputazione del dominio, con l'effetto collaterale utile di far arrivare meglio le tue email legittime.

Verifica rapida: se qualcuno oggi inviasse una email dal tuo dominio a un tuo cliente, verrebbe rifiutata? Nella maggior parte dei casi la risposta è no.

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Cosa cambia per chi lavora

Meno spam e meno messaggi pericolosi in casella, quindi meno tempo perso a valutare se una email sia legittima. Ma soprattutto: quando qualcosa passa comunque, esistono i controlli successivi. L'obiettivo non è rendere infallibili le persone — non succederà — ma fare in modo che un click sbagliato non sia sufficiente a causare un danno.

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Come procediamo

Partiamo da un'analisi della configurazione attuale: record DNS, impostazioni di Microsoft 365 o del server di posta, regole di inoltro sospette già presenti nelle caselle (le troviamo più spesso di quanto vorremmo). Poi mettiamo a posto autenticazione del dominio e MFA, attiviamo il filtro avanzato in modalità di osservazione per tararlo senza bloccare posta legittima, e infine passiamo al blocco. Siamo partner Libraesva e Microsoft Cloud Solution Provider: lo strumento si sceglie in base a dove è ospitata la posta.

FAQ

Domande frequenti

Microsoft 365 non protegge già la posta?

Include filtri di base che fermano lo spam massivo e i malware noti. Non è invece pensato per le frodi mirate, dove l'email arriva da un account legittimo compromesso e non contiene nulla di tecnicamente malevolo. Per quelle serve un livello aggiuntivo e una configurazione corretta dell'autenticazione del dominio.

Cos'è una frode BEC?

Business Email Compromise: l'attaccante ottiene l'accesso a una casella aziendale, studia la corrispondenza e poi dirotta un pagamento, tipicamente modificando l'IBAN su una fattura vera. È il tipo di attacco con il danno medio più alto per le PMI e non richiede alcun malware.

A cosa servono SPF, DKIM e DMARC?

Sono record DNS che certificano chi può inviare email a nome del tuo dominio. Configurati correttamente impediscono a terzi di spacciarsi per la tua azienda e migliorano la consegna delle tue email legittime. Nella maggior parte delle aziende che analizziamo sono assenti o impostati male.

L'autenticazione a più fattori è davvero necessaria?

Sì, ed è la singola misura con il miglior rapporto tra costo e protezione. Blocca la stragrande maggioranza dei furti di credenziali, perché la password rubata da sola non basta più per entrare. Va attivata su tutte le caselle, senza eccezioni per i dirigenti.

Il filtro blocca anche email legittime?

Può succedere, per questo lo attiviamo prima in modalità di osservazione e lo tariamo sui vostri flussi reali prima di passare al blocco. In ogni caso resta a disposizione la quarantena, da cui i messaggi si recuperano in autonomia.

Come faccio a sapere se una casella è già compromessa?

I segnali tipici sono regole di inoltro o di archiviazione automatica che nessuno ha creato, accessi da paesi insoliti nei log e risposte mancanti a conversazioni in corso. Nell'analisi iniziale controlliamo tutti e tre i punti.

Serve anche il backup della posta?

Sì, ed è una cosa diversa dalla protezione. Microsoft garantisce la disponibilità del servizio, non il recupero dei tuoi contenuti dopo una cancellazione o una compromissione. Il backup di Microsoft 365 va attivato a parte.

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